Ci sono delle professioni che dovrebbero essere considerate illegali ed illecite.Più dello spaccio di droga.Che alla fine è anche remunerativo e ti permette di conoscere un sacco di gente troooooppo giusta.
Insomma,secondo me una futura ed auspicabile selezione (in)naturale della razza umana che popola la Terra dovrebbe basarsi sul lavoro che una persona svolge.Oltre al colore della pelle e alla provenienza dal Continente giusto ovviamente.
C'è per esempio la prima categoria di lavoratrici/esseri subumani che verrebbe debellata dalla sottoscritta così...con uno schiocco di dita.E l'aria sarebbe subito meno satura di inquinamento.Parliamo di questa categoria di svantaggiate:le commesse di Calzedonia.
No scusate,devo essere più precisa:le commesse brasiliane,quindi illegalmente circolanti nel MIO territorio, di Calzedonia.Il tuo permesso di soggiorno è falso a prescindere,sambodroma dei miei stivali.
Ma per favore.Per.Fa.Vo.Re.Le avete viste?Il fatto che tu indossi un paio di calze carino non significa affatto che tu sia figa,sai?
Ma torniamo all'evento scatenante la mia furia xenofoba ed omicida.
Sono le ore 11:30 circa a Firenze.Ho finito il mio giro di cancellerie,uscendone come al solito vincitrice ed imponendo la mia volontà ovunque, con quella sana dose di terrorismo psicologico che accompagna la vita di ogni bravo avvocato degno di questa qualifica.Se sei un praticante e non fai un uso spasmodico del terrorismo psicologico tutti i giorni sei automaticamente destinato a fallire per i prossimi 10 esami di abilitazione consecutivi.
Decido di entrare da Calzedonia per comprare un bel paio di calzini di pizzo sexy...insomma questa roba da troione di night club che amo indossare il sabato sera,quando il senso del termine "decoro professionale" abbandona i miei neuroni per almeno 48 ore.
Trovo questo paio di calzini fantastici,che non starò a descrivervi perché il vostro cervello tanto non arriva a comprendere i dettagli tremendamente inutili della descrizione femminile di un acquisto.Ammesso che non siate gay.
Li prendo e tutta soddisfatta mi avvio alla cassa dove mi attende questa sottospecie di nana da giardino marroncina con degli occhialetti da nerd mica da ridere.La guardo e guardo me riflessa nello specchio:e penso che Dio ha fatto la scelta giusta scegliendo me.Come portatrice sana di umanità e superiorità nel mondo.
Oltre al fatto che odio il Brasile a prescindere,per tutte le implicazioni sambistiche e sambodrome che comporta, odio le donne brasiliane.Andiamo.Le donne brasiliane sono la sproporzione femminile fatta persona.Io non dico che uno debba essere magro o magrissimo.Ognuno è come cavolo ritiene più opportuno.Ma loro hanno questo culo di dimensioni bibliche su un corpo che non c'entra niente con tutto il resto.
Sproporzione.Capite?
Lo sforzo per tollerare la sua presenza extracomunitaria nel mio Stato (Toscana) è forte,ma resisterò.La nana do Brazil ha al massimo 22 anni.Tranne nel culo,dove l'età - per logici motivi di estensione - sale a 43.
Provo a sopportarla per quanto mi è possibile anche se la sua aria di superiorità e il suo inglese da due lire cominciano a snervarmi.Andiamo ma chi ti credi di essere?Sei solo il fortuito frutto di una notte di sesso a pagamento fra un puttanone delle Cascine ed un padre di famiglia che spende i
suoi soldi a trans e Punto Snai.
Peggio:potresti essere apolide.Potresti e dovresti non avere diritti.
E poi che diavolo vuol dire essere mulatti?O sei bianco o sei nero.O vinci o perdi.O comandi o sei schiavo.Ma non che sei mulatto.Mezzo bianco e mezzo nero.Essere mulatti è una scelta di pigmentazione irresponsabile.Ogni persona al mondo dovrebbe far discendere dal proprio colore della pelle delle responsabilità.E tu non lo stai facendo.Ti limiti solo ad aprire churrascarie a casaccio e dire a tutti che i balli latino-americani fanno rimanere in salute.Beh,il tuo culo è
tutto il contrario di quella che io definisco salute.
Ma pagherò i miei calzini e me ne andrò senza chiamare le SS,giuro.
Cioè.Lo avrei fatto.Se tu non avessi osato sfidarmi con un gesto al limite dell'estremo.
Far passare avanti alla cassa la magrebina con velo che c'è dietro di me,carica di 62 paia di calze e calzini vari,ti farà sicuramente rimpiangere di essere qui,adesso.
Ma mi sto trattenendo.E' incredibile come io abbia deciso di darti un'altra possibilità,nonostante tu abbia anche deciso di perdere ulteriori 5 minuti illustrando alla vergine di Maometto le novecento offerte del mese in inglese.Devo ammetterlo:ho quasi sperato che lei e suo marito si facessero esplodere seduta stante in nome di Allah,scambiandoti per una filo-americana repubblicana nipote di qualche ricco petroliere.Evidentemente anche loro sono meno stupidi di te.
Veramente.L'avrei fatto.Ti avrei veramente dato un'altra possibilità.Se solo tu non avessi deciso di far passare avanti alla cassa anche il troione russo che è arrivato dopo di me.
La rubrica del telefono è già pronta sull'opzione "chiama" alla voce Himmler.
Devo essermi persa qualcosa perché il numero non è al momento raggiungibile.Dovrò quindi fare leva su tutta la mia forza e il mio carisma di giovane principessa del Foro.
Stanca delle vessazioni della negretta coi capelli crespi (orrore & raccapriccio) prendo a sventolarle davanti il mio stupendo paio di calzini.
Quando arriva il mio turno la guardo,sorrido e faccio retrofront.Senza dire una parola me ne torno allo scaffale dei calzini che ho preso e li rimetto a posto.
Non lo so che faccia abbia fatto,ma ha perso una cliente.E spero anche la voglia di vivere.
E domani verrà venduta al mercato delle schiave a Marrakesh.Com'è giusto che sia.
Il suo permesso di soggiorno e il suo passaporto verrano bruciati.Perderà qualsiasi cittadinanza acquisita nel corso della vita e, quando si troverà a far parte dell'Harem di Aziz detto il kebabbaro ed essere picchiata puntualmente ogni sera dallo stesso, rimpiangerà di non essere rimasta a muovere quel suo culo scuro al sambodromo di Rio,invece di venire a fare la stupida commessa con preferenze razziali a casa mia.